Gutturu Mannu

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Nel sud della Sardegna, a ovest di Cagliari, si trova un enorme parco naturale, decine di migliaia di ettari ricoperti di macchia mediterranea, lecci, sughere, olivastri e lentischi, dove fare intense e rilassanti passeggiate Il nome in dialetto campidano significa ‘grande gola’. È un canyon attraversato dal torrente omonimo e ricoperto di verde: una delle mete più ambite dagli appassionati di escursionismo. Il Parco regionale del Gutturu Mannu si estende nel territorio di dieci Comuni nella parte sud-occidentale della Sardegna: tre nei pressi di Cagliari – Assemini, Capoterra e Uta, dove si trova l’oasi di Monte Arcosu; altri sette nel Basso Sulcis, dove si trovano i boschi di Piscina Manna – Is Cannoneris: Domus de Maria, Pula, Santadi, Sarroch, Siliqua, Teulada e Villa San Pietro.

All’interno del parco si trova una delle foreste più grandi d’Italia: 35mila ettari continui di inestimabile valore naturalistico. Vi troverete in fitti boschi di leccio, in particolare tra i 700 ei mille metri di quota, vedrete tassi e agrifogli nelle fenditure più remote e ammirerete bellissime sugherete nella parte centrale. Rimarrete inebriati dalla macchia mediterranea che riempie l’aria del suo profumo: carrubi, corbezzoli, eriche, phillyrea arborescenti, lentischi, mirto e olivi selvatici. Al di là della distesa verde, sarete colpiti da pittoreschi torrenti e sorgenti. Puoi goderti l’ombra, soprattutto nelle calde giornate di sole, o fare passeggiate in primavera e in autunno, circondati dai suoni della natura. Molto probabilmente incontrerai specie endemiche di fauna selvatica sarda, come il cervo, l’astore e la salamandra delle caverne italiana. Il parco ospita tre oasi di fauna protetta: Pantaleo, Gutturu Mannu e Monte Arcosu, di proprietà del WWF, dove vagano liberamente i cari incolti, e la Piscina Manna-Is Cannoneris. La specie indiscussa predominante è il cinghiale, ma altri animali che popolano la zona sono la donnola, il gatto selvatico e la volpe. Non è raro vedere in volo l’aquila reale, il falco pellegrino e la poiana.

Lunghezza del percorso ca. 45 km, altitudine massima 979 m sul livello del mare. Partenza da Santadi per “Pantaleo”, qui prenderemo la strada sterrata che, passando per le antiche terme romane, ci condurrà alla sorgente di “Is Figueras”. In questo sito di alto valore naturalistico, faremo un respiro prima di iniziare la parte più impegnativa del nostro percorso: da qui le salite saranno ripide per circa 6 km, raggiungendo una pendenza massima del 18%. Giunti a “Giommaria” proseguiremo la ricerca del cervo sardo nelle tracce del parco di Gutturu Mannu con immancabili soste per ammirare i panorami mozzafiato del Basso Sulcis. Il sentiero si snoderà fino a Is Cannoneris, dove spesso alcuni esemplari di cervo si lasciano avvicinare dai più curiosi, mostrando tutto il loro fascino selvaggio. Faremo una sosta qui prima di partire per il Santuario Mariano di Is Achilonis e poi raggiungere la famosa sorgente d’acqua di Isai. Riempite le borracce, ci attende una discesa di circa 7 km che ci porterà prima all’antico abbeveratoio del Genniomus, poi di nuovo a Santadi.

Un grande polmone verde, il più grande del sud dell’isola; una riserva naturale con specie faunistiche sempre più rare; un’incomparabile bellezza del paesaggio, dalla vetta che raggiungeva i 1000 m, ad alcune delle spiagge più belle dell’isola; una grande varietà di vegetazione; un giusto rapporto tra uomo e habitat vallivo (ma in Sardegna è quello che viene definito habitat montano); ricco di ricche tradizioni popolari. Rocce, in una delle zone più belle, preservate e incontaminate della provincia di Cagliari: Gutturu Mannu-Pantaleo. La sua piazza si estende su meno di 540,54 mq, inglobando i territori di Assemini, Capoterra, Domus de Maria, Narcao, Nuxis, Pula, Santadi, Sarroch, Siliqua, Teulada, Uta e Villa San Pietro. Il nome della zona deriva da una delle foreste più belle dell’intera isola.

È un territorio incredibilmente vario quello di Gutturu Munnu, con valli e pendii che si susseguono senza soste. Il granito scisto e le rocce quarzitiche che risalgono al Paleozoico rappresentano la caratteristica geologica prevalente. Questo paradiso ambientale riserva ai naturalisti grandi sorprese sia per la fauna che per la flora. Cervi A Monte Arcosu, in una grande riserva del WWF (3.200 ettari), è possibile ammirare gli esemplari di cervo sardo che solo la passione di un gruppo di tecnici, politici ed ecologisti ha salvato dallo sterminio dei bracconieri. Nella riserva del WWF come nei restanti 4/5 del territorio (proprietà regionale, gestita dall’Azienda delle Foreste Demaniali della Regione Sardegna) oltre al cervo è possibile vedere tanti animali rari ed unici.

Giusto per citare qualcuno: volpe, riccio, gatto selvatico, coniglio, cinghiale. Tra gli uccelli: l’aquila reale, l’astore sardo, il falco pellegrino, la poiana, il nibbio reale, l’aquila dei Monelli. Animali che trovano il loro habitat ideale nei boschi ricchi di un’incredibile varietà di piante e alberi: leccio, sughero, olivo, lentisco, ginepro spinoso, ginestra spinosa, cespugli di cisto, lavanda, curry e asfodelo. Fin dalla preistoria, questo patrimonio naturale a Gutturu Munnu, ricco di risorse, aveva ospitato l’uomo, che ha lasciato molte tracce della sua presenza (reperti archeologici, furriadroxius e medaus- originalissimi rifugi che ospitavano pastori e carbonai).

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